I sette giganti degli Urali

Nominato come una delle Sette Meraviglie della Russia, i Sette Giganti di Manpupuner è un complesso misterioso situato a Nord degli Urali, la catena montuosa che separa la Russia dall’Europa, nel distretto di Troitsko-Pechorsky della Repubblica di Komi.
Le Repubblica di Komi è uno stato facente parte della federazione russa, e si trova ad Ovest della catena montuosa degli Urali. Circa il 70% del territorio è ricoperto da foresta boreale, che si estende fino all’ Europa creando la più vasta estensione di foresta vergine europea; il resto del territorio è invece composto da tundra, steppa e paludi.

Il complesso megalitico è composto da 7 torri di roccia che emergono dal terreno con un’altezza che varia da 30 a 42 metri, sei delle quali disposte in cerchio, mentre la settima esterna alla formazione circolare.
Conosciuta anche come “I sette uomini forti”, Manpupuner è un’attrazione molto popolare in Russia, ma stranamente non lo è a livello internazionale.

I sette giganti degli Urali

I sette giganti degli Urali

 

Il mistero di questa strana formazione rocciosa rimane ancora oggi non completamente svelato. Le informazioni sulle sue possibili origini sono scarse, e si hanno solo ipotesi su come la loro altezza e la loro particolare forma possano essersi formate nel corso dei millenni.

Ognuna di queste sette torri di roccia rappresenta una vera sfida anche per il più esperto scalatore, oltre al fatto che raggiungere Manpupuner è un’impresa non indifferente, trovandosi in un ambiente ostico e difficile da attraversare, la steppa.

Il nome originale del complesso, in lingua Mansi, è Man-Pupu-Nyor, che significa “piccola montagna degli dei”. I totem di roccia della località non sono solo formidabili per la loro posizione, le loro dimensioni e la loro presenza inquietante in un paesaggio completamente spoglio e privo di formazioni analoghe nel raggio di decine di chilometri, ma anche per le loro forme inusuali: alcune di queste torri sono più strette alla base che all’estremità superiore, e sei di esse sono disposte in cerchio, con la settima che le “osserva” a distanza.

Le ipotesi sulle loro origini hanno scatenato la fantasia dei locali ed alimentato numerose leggende. Alcuni sostengono che siano state create dagli dei, altri addirittura si spingono ad affermare che sia opera degli alieni.
Tradizionalmente la zona era riservata agli sciamani Mansi, la popolazione originaria della zona oggi limitata a qualche migliaio di unità. Una delle leggende più frequenti sull’ origine delle rocce è quella che vede uno sciamano effettuare un incantesimo contro sei giganti malvagi che tentavano di attraversare le montagne, trasformandoli in roccia ma rimanendo anch’esso vittima del suo stesso incantesimo, tramutandosi nella settima roccia esclusa dal gruppo delle altre sei.

I sette giganti degli Urali

Geologicamente parlando, e per rimanere coi piedi ben piantati per terra, si presume che il complesso roccioso sia nato circa 200-300 milioni di anni fa, tempo in cui in quella posizione si stagliava una montagna. Con il trascorrere del tempo, l’erosione causata da pioggia, gelo e vento ha contribuito a creare le strane forme che ora sembrano emergere dalla terra.
E’ infatti ampiamente dimostrato come il ghiaccio possa creare delle profonde fratture nella roccia, modellandola secondo forme che talvolta rappresentano delle vere e proprie opere d’arte naturali di rara bellezza.
Sulla catena degli Urali si possono trovare altre forme simili a quelle di Man-Pupu-Nyor, ma niente che possa eguagliarne le dimensioni e la spettacolarità.

Gli Urali corrono da Nord a Sud nella parte Ovest della Russia lungo 2.498 km nelle steppe del Kazakistan fino a raggiungere l’Oceano Artico. E’ considerata una delle catene montuose più vecchie del mondo, ed un confine naturale tra l’Europa e l’ Asia.

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